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	<title>Il sito di Scrivosan</title>
	<link>http://www.scrivosan.altervista.org</link>
	<description>(ricercatore del comfort, del risparmio energetico e del libero pensiero.....)</description>
	<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 10:35:58 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
			<item>
		<title>Buon Natale</title>
		<link>http://www.scrivosan.altervista.org/2007/12/24/buon-natale/</link>
		<comments>http://www.scrivosan.altervista.org/2007/12/24/buon-natale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Dec 2007 08:38:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scrivosan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#160;
Auguro a tutti di trascorrere un felice natale con le proprie famiglie.
P.S. Questa sera, mentre ceneremo, pensiamo a chi non avrà da cenare.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left" style="text-align: center"><img width="280" src="http://www.cartoline.it/pics/feste-natale30.jpg" height="277" style="width: 280px; height: 277px" /></p>
<p align="left" style="text-align: center">&nbsp;</p>
<p align="left" style="text-align: center">Auguro a tutti di trascorrere un felice natale con le proprie famiglie.</p>
<p align="left" style="text-align: center">P.S. Questa sera, mentre ceneremo, pensiamo a chi non avrà da cenare.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Le morti bianche</title>
		<link>http://www.scrivosan.altervista.org/2007/12/13/le-morti-bianche/</link>
		<comments>http://www.scrivosan.altervista.org/2007/12/13/le-morti-bianche/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 17:46:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scrivosan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[
(foto da archivio storico Fiat) 
Il problema dei morti sul lavoro è vecchio come il mondo. Qualsiasi attività lavorativa svolta implica un rischio intrinseco per lo stesso lavoratore. Tutti lo sanno ma nessuno ci fà caso, o forse, ci sentiamo così lontani dalla morte che pensiamo di non doverne fare i conti in qualsiasi momento della nostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img width="420" src="http://www.immaginidistoria.it/immagini/1159.jpg" alt="archivio storico fiat" height="305" style="width: 420px; height: 305px" title="archivio storico fiat" /></p>
<p align="center">(foto da archivio storico Fiat) </p>
<p>Il problema dei morti sul lavoro è vecchio come il mondo. Qualsiasi attività lavorativa svolta implica un rischio intrinseco per lo stesso lavoratore. Tutti lo sanno ma nessuno ci fà caso, o forse, ci sentiamo così lontani dalla morte che pensiamo di non doverne fare i conti in qualsiasi momento della nostra vita.</p>
<p>Oggi sentiamo alla TV i nostri media che banchettano attorno all&#8217;incidente delle acciaierie ThyssenKrupp, propinandoci continuamente aggiornamenti, inutili, sulla vicenda. Ed allo stesso tempo danno la notizia, come se fosse di routine, di morti <strong>giornaliere</strong> sui cantieri d&#8217;Italia.</p>
<p>Ho paura che questo polverone, considerato il governo in carica, venga sedato con uno di quei decreti legge che non risolverà niente se non di aumentare inutilmente le responsabilità dei datori di lavoro(irrigidendo le loro posizioni).</p>
<p>Chi di voi ha letto la legge 626/94, si rende benissimo conto che non necessitano altre normative in merito, o al massimo sarebbero opportune delle distinzioni fra imprese industriali ed artigiani. Anzi ci sarebbe anche da cambiare i soggetti incaricati a vigilare e sanzionare a che le norme di sicurezza vengano rispettate. Infatti se si riuscisse a far rispettare la legge in vigore sia alle imprese che ai lavoratori, ne avremmo che gli incidenti sul lavoro, sopratutto mortali, diminuirebbero drasticamente.</p>
<p>Il problema fondamentale è che il lavoratore, in genere, omette l&#8217;utilizzo dei dispositivi di protezione. Vuoi perchè &#8220;non riesce a lavorare con i guanti&#8221;, o &#8220;le scarpe antinfortunistiche gli infiammano i piedi&#8221;, o &#8220;l&#8217;imbraco di sicurezza gli stà troppo largo, o troppo stretto&#8221;, insomma per molti svariati problemi questo benedetto operaio non riesce a lavorare in sicurezza. Sarà il caso di avvisare chi progetta, costruisce e vende i DPI che SONO SCOMODI!?</p>
<p>Quindi ci troviamo al solito punto. Per far indossare il casco ai motociclisti li abbiamo minacciati della confisca della loro moto, per far usare le cinture di sicurezza, mazzate di multe e punti sulla patente. Il problema si risolve, purtroppo, con punizioni esemplari, a patto che sia colpito chi trasgredisce la regola(in quanto NOI sappiamo bene come fregarcene quando non viene toccato il nostro portafogli).</p>
<p><strong>1. Dunque, per far rispettare una norma bisogna multare pesantemente chi la commette.</strong></p>
<p>Stabilito questo punto è necessario cercare un soggetto adatto ad infliggere la punizione, con l&#8217;autorità conferitagli ma sopratutto riconosciuta dal probabile punito.</p>
<p>Pensate un pò, una micro impresa formata da 5/10 persone, nella quale il numero di lavoratori non richiede una particolare organizzazione di ruoli e funzioni, dove il titolare dell&#8217;impresa lavora, giorno dopo giorno a stretto contatto con i propri dipendenti, dove il capo squadra è una figura che quasi non viene riconosciuta dagli stessi operai. In una situazione del genere provate ad infliggere o chiedere che qualcuno infligga delle sanzioni, provateci. </p>
<p><strong>2. Nelle piccole imprese o laboratori artigiani il soggetto incaricato a vigilare e sanzionare non può essere scelto fra i componenti della stessa impresa.</strong></p>
<p>Questo secondo punto è fondamentale, in quanto, come esposto prima, in ambienti di lavoro che si potrebbero assimilare fra quelli a conduzione familiare, non è possibile che un componente della famiglia denunci o infligga una multa al prorio fratello o cugino o parente che sia. Pertanto si rende necessaria una figura esterna all&#8217;ambito lavorativo abituale, che vigili ispezionando i cantieri senza preavviso e che punisca il solo responsabile della omesso utilizzo dei DPI, cioè l&#8217;operaio che ne è sprovvisto.</p>
<p>La condizione che abbiamo considerato pocanzi, potrebbe verificarsi anche in imprese con maggiore numero di dipendenti, ma che per il tipo di lavoro o di organizzazione adottata, i componenti di una squadra lavorano cosi a stretto contatto da instaurare un rapporto intimo e di reciproca fiducia che esclude la possibilità che uno di essi, se non il titolare dell&#8217;impresa, possa assolvere il compito di vigilare.</p>
<p>Con questo non voglio assolutamente scaricare i datori di lavoro dai loro doveri, che sono quelli di gestire le risorse umane con il buon senso e la coscienza di un buon padre di famiglia, voglio solo caricare i lavoratori della giusta responsabilità che gli consenta, quando non disponibili o non messi a disposizione dall&#8217;azienda, di <strong>chiedere</strong> a gran voce i dispositivi di protezione.</p>
<p>A questo proposito ho le mie idee, la legge vigente prevede che il datore di lavoro debba fornire a proprie spese i DPI, quando, sempre secondo me, sarebbe più giusto che ogni dipendente si munisse personalmente dei Dispositivi di Protezione Individuale, così da essere più responsabile e coinvolto nel loro utilizzo, per non parlare del fatto che se li farebbe durare molto tempo(quando quelli forniti dalle imprese, non si sà perchè, spariscono o si rompono di frequente).</p>
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		<item>
		<title>A proposito di &#8220;Il prestito personale&#8221;</title>
		<link>http://www.scrivosan.altervista.org/2007/12/09/a-proposito-di-il-prestito-personale/</link>
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		<pubDate>Sun, 09 Dec 2007 12:33:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scrivosan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[ Il 74% degli italiani si sente povero
Da una indagine del Censis emerge la condizione economica in cui versiamo.  
Continuo a sostenere che visto &#8220;l&#8217;andazzo&#8221; è necessario rientrare nei ranghi, cercando di ridurre le spese superflue ed impegnarci in acquisti rateali solo per beni di prima necessità.
Dovremmo rivedere quali sono i nostri effettivi bisogni e adeguare le spese a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> Il 74% degli italiani si sente povero</strong></p>
<p>Da una indagine del Censis emerge la condizione economica in cui versiamo.  </p>
<p>Continuo a sostenere che visto &#8220;l&#8217;andazzo&#8221; è necessario rientrare nei ranghi, cercando di ridurre le spese superflue ed impegnarci in acquisti rateali solo per beni di prima necessità.</p>
<p>Dovremmo rivedere quali sono i nostri effettivi bisogni e adeguare le spese a questi. Sarebbe interessante ritornare a possedere un&#8217;auto per famiglia ed utilizzare di più il mezzo pubblico.</p>
<p>E&#8217; innevitabile che prima o poi ci sarà una contrazione degli acquisti e le relative conseguense saranno pagate da noi stessi.</p>
<p> <em>Articolo di RaiNews24.it</em></p>
<p>&#8220;Si spende meno per i prodotti alimentari e di piu&#8217; per i servizi, aumenta il ricorso alle rate, si va a caccia di sconti e di offerte promozionali, ma sempre con un occhio alla qualita&#8217;. E allo stesso tempo non si fa a meno del cellulare. Il 74% degli italiani si sente &#8216;povero&#8217; e dopo &#8216;introduzione dell&#8217;Euro che per il 90% ha infiammato i prezzi, rivede in un&#8217;ottica strategica il proprio budget familiare e i consumi.</p>
<p>E&#8217; quanto emerge dal rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese nel 2007: il quadro complessivo e&#8217; quello che, dopo anni di tensione sul fronte dei prezzi, il consumatore italiano e&#8217; in crisi, disorientato, incapace di avere un rapporto rilassato con il denaro e a tratti spinto ad un consumismo piuttosto marcato.</p>
<p>Dati alla mano, nel periodo 2000-2004, secondo gli italiani, i redditi reali sono cresciuti appena dello 0,5% annuo e cioe&#8217; ben al di sotto dell&#8217;inflazione, e nemmeno per gli anni a venire si aspettano consistenti aumenti. Le spese per consumi nel periodo 2001-2006 hanno avuto invece un tasso medio annuo di crescita inferiore all&#8217;1%. Con il passare del tempo, il 74% dichiara quindi di avere meno risorse di quanto sogge ttivamente ritenuto necessario ed il 36% teme addirittura di correre il rischio di cadere in uno stato di poverta&#8217;.</p>
<p>Insomma, rileva il Censis, non c&#8217;e&#8217; tanto o solo una crisi dei consumi quanto &#8220;una crisi del consumatore, impaurito all&#8217;idea di non disporre di risorse economiche sufficienti per far fronte alle proprie spese, impaurito dalla mancanza di certezze per l&#8217;immediato futuro&#8221;.</p>
<p>All&#8217;apice della crescita le spese per la casa<br />
La voce maggiormente in crescita sono le spese per l&#8217;abitazione passate in dieci anni, dal 1996 al 2006, adl 20,6% al 26% attestandosi al 31% se si includono le spese per l&#8217;energia. Ed e&#8217; sempre la casa uno dei primi capitoli di spesa: poco meno di 2,4 milioni di famiglie hanno un mutuo a carico che comporta un esborso medio annuo di 5,5 mila euro pari a circa il 14% della propria spesa. Per oltre 622 mila famiglie, con una spesa media<br />
mensile fino a 2mila euro, il peso del mutuo sale a quasi il 27% della propria spesa totale e per i single giovani al 19,2%.</p>
<p>Sale cosi&#8217; il ricorso al credito al consumo passato da circa 48 miliardi del 2002 a oltre 85,6 mld del 2006, con un incremento del 78%.<br />
L&#8217;acquisto a rate viene praticato dal 35% delle famiglie e per oltre il 45% di esse, e&#8217; l&#8217;unica chiave di accesso per acquisti che non potrebbero permettersi. Le famiglie insolventi rappresentano solo l&#8217;1,7% mentre le<br />
famiglie che dichiarano difficolta&#8217; nel far fronte alle rate e&#8217; il 6,3%, che sale all&#8217;8% al Sud. Poco meno del 3% confessa di lasciarsi andare &#8220;talvolta&#8221; a piccoli o grandi lussi.</p>
<p>I consumi cosi&#8217; cambiano rapidamente, e si orientano in primis verso i prodotti i cui prezzi sono in calo, come quelli tecnologici: si registra una crescita del 50% nel 2001-2006 per apparecchi per la telefonia, del 38% per pc e macchine fotografiche. Non solo, ma solo nei primi tre mesi di<br />
quest&#8217;anno, 5 milioni di italiani hanno speso oltre 91 milioni per acquistare brani musicali, giochi e videoclip scaricabili sul cellulare. Nel 51% delle famiglie poi e&#8217; presente una voce fissa di spesa mensile per lo sport e la palestra.</p>
<p>Si e&#8217; molto selettivi invece sui prodotti alimentari, e si sbobbano i marchi commerciali se si considera che il 60% fa la spesa negli hard discount, e il 17,4% e sempre a caccia di offerte.</p>
<p>7 famiglie su 100 rischiano di non pagare i debiti alla fine del mese<br />
Un&#8217;ulteriore stretta potrebbe arrivare a fine anno. E&#8217; questa la fotografia sullo stato di indebitamento nel Belpaese. Il rischio insolvenza nel credito al consumo riguarda infatti il 7% su 1.500 famiglie intervistate nel terzo trimestre 2007. Per il Censis il ricorso ai finanziamenti sembra in sostanza &#8220;controllato, quasi virtuoso&#8221;, ma proprio per questo il fenomeno va tenuto sotto osservazione.</p>
<p>Tra gli italiani che hanno contratto un debito il 58% &#8220;non ha avuto alcun problema nella restituzione dello stesso&#8221;, mentre un 35% ha registrato &#8220;blande difficolta&#8217;&#8221;. Il rischio di insolvenza cresce invece tra gli immigrati, raggiungendo il 29% di chi ha contratto un debito, anche se, effettivamente, coloro che non riusciti a rispettare la scadenza di restituzione sono solo il 2% del totale.</p>
<p>Deriva morale<br />
L&#8217;Italia e&#8217; un paese oggi dominato da una &#8220;costante inclinazione al peggio&#8221;. Un paese nel quale il benessere piccolo borghese degli ultimi decenni ha creato un &#8216;mostro&#8217; che ci rende &#8220;impotenti, come di fronte ad una generale entropia&#8221;. Il disorientamento, lo stress e la perdita del ruolo producono aggressivita&#8217;, in famiglia e fuori, le disillusioni e le frustrazioni sono arrivate a &#8220;lambire le piazze e le istituzioni stesse&#8221;. Questa la raffigurazione della penisola che emerge dal rapporto Censis 2007, nel quale si punta l&#8217;attenzione su un&#8217;Italia avviata ad una<br />
deriva morale ed esistenziale, deriva che non puo&#8217; essere frenata neanche da una ripresa dello sviluppo industriale.&#8221;</p>
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		<title>IL BOLLO SUGLI ASSEGNI!</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Nov 2007 06:32:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scrivosan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;emendamento della finanziaria prevede che a partire dall&#8217;aprile 2008 si pagherà una tassa di 1,50 euro per assegno emesso &#8220;libero&#8221;, cioè senza la dicitura non trasferibile.
Non mi venite a raccontare che questa non è una tassa premeditata! Prima ci costringono ad avere un conto corrente, a pagare gli acquisti o le prestazioni di professionisti con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" width="172" src="http://www.romanoprodi.it/adon/files/venti_2.jpg" alt="prodi" height="191" style="width: 172px; height: 191px" title="prodi" />Un&#8217;emendamento della finanziaria prevede che a partire dall&#8217;aprile 2008 si pagherà una tassa di 1,50 euro per assegno emesso &#8220;libero&#8221;, cioè senza la dicitura non trasferibile.</p>
<p>Non mi venite a raccontare che questa non è una tassa premeditata! Prima ci costringono ad avere un conto corrente, a pagare gli acquisti o le prestazioni di professionisti con assegni e poi ci aggiungono pure una tassa sulla tassa della tassa.</p>
<p> MA CHE MINCHIA HANNO NELLA TESTA!?</p>
<p>UNA SPUGNA BAGNATA!?</p>
<p>(scusate lo sfogo)</p>
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		</item>
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		<title>MANDIAMO A CASA IL GOVERNO 2</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 06:42:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scrivosan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; sconcertante, sette milioni di Italiani dicono di NO a questo governo ma non succede nulla, nessuna reazione, niente dimissioni di qualche ministro stanco di mandare avanti questa farsa.
Uomini che dovrebbero darsi al bene del popolo Italiano, uomini che dovrebbero anteporre il bene di tutti e tutto prima del loro, uomini che infangano il giuramento fatto davanti a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; sconcertante, <strong>sette milioni di Italiani dicono di NO</strong> a questo governo ma non succede nulla, nessuna reazione, niente dimissioni di qualche ministro stanco di mandare avanti questa farsa.</p>
<p>Uomini che dovrebbero darsi al bene del popolo Italiano, uomini che dovrebbero anteporre il bene di tutti e tutto prima del loro, uomini che infangano il giuramento fatto davanti a Dio ed alla Repubblica, uomini che tengono pìù alla poltrona che a tutto questo.</p>
<p>E gli Italiani devono obbedire alle leggi fatte da questi  <strong>disobbedienti?!.</strong></p>
<p>Io, inizio ad aver paura ad esercitare il mio diritto di voto, visto che questo non è altro che uno modo per votare una dittatura che dura cinque anni. Altro che Repubblica, Libertà, Uguaglianza, tutte parole scritte da qualche idealista nel  post-guerra , che anno perso ogni significato.</p>
<p>Aspetterò qualche altro anno, se non cambia nulla, prenderò in considerazione la possibiltà di cambiare cittadinanza. Sceglierò il mio Paese come si fà con la religione compiuti 18 anni. Sceglierò se far crescere i miei figli in un Paese che si finge liberale o, coscientemente, traferirmi, in uno governato da una dittatura dichiarata, con gli svantaggi che comporta, ma anche con i suoi vantaggi.</p>
<p>Ma cosa ci stà succedendo!</p>
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		<title>MANDIAMO A CASA IL GOVERNO</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 08:27:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scrivosan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente abbiamo la possibilità di correggere l&#8217;errore che qualcuno ha fatto nel 2006. Gli stessi Italiani che si sono fatti abbindolare da questi signori che altro non fanno che tenere stretta la loro poltrona, loro per primi potranno mandare a casa chi non li ha rappresentati.
Ora possiamo e dobbiamo ridare un vero governo alla nostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente abbiamo la possibilità di correggere l&#8217;errore che qualcuno ha fatto nel 2006. Gli stessi Italiani che si sono fatti abbindolare da questi signori che altro non fanno che tenere stretta la loro poltrona, loro per primi potranno mandare a casa chi non li ha rappresentati.</p>
<p>Ora possiamo e dobbiamo ridare un vero governo alla nostra Nazione, che ci rappresenti al meglio(non al 50,9%), che non ci ridicolizzi agli occhi dell&#8217;Europa e peggio del mondo intero.</p>
<p>L&#8217;obbiettivo è di 5 milioni di firme, io credo che sarà abbondantemente superato. Se per il V-Day ho aderito con la mia sola firma, per mandare a casa questi giostrai(senza offesa per i veri giostrai) ne raccoglierò personalmente almeno altre dieci.</p>
<p><strong>ATTENZIONE</strong> , da non confondere questa raccolta firme con l&#8217;adesione a ideologie politiche, <strong>SI TRATTA SEMPLICEMENTE DI MANDARE A CASA GLI INCAPACI E TORNARE A VOTARE</strong>, in sede di espressione del voto potrete far riferimento ai vostri colori politici(con le dovute precauzioni).</p>
<p>Qui il banner per firmare on line ma se potete andate in piazza, per far vedere a tutta la classe politica, che il voto lo sappiamo dare ma sappiamo anche riprendercelo!</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.rivotiamo.it/"><img border="0" src="http://www.rivotiamo.it/iab/468x60.gif" alt="Rivotiamo.it" /></a></p>
<p>&#8220;condividi questo banner&#8221; <a href="http://www.rivotiamo.it/banner.php">http://www.rivotiamo.it/banner.php</a><a href="http://www.rivotiamo.it/banner.php"></a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L&#8217;elettricità &#8220;verde&#8221;</title>
		<link>http://www.scrivosan.altervista.org/2007/11/13/lelettricita-verde/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 05:52:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scrivosan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Energia]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;Ecco le nuove celle fotovoltaiche!&#8221;
A quanto pare da studi dell&#8217;università di Milano Bicocca viene fuori che è possibile produre energia elettrica da una specie di fotosintesi crolofilliana.
Sarebbe possibile costruire celle fotovoltaiche che funzionerebbero con lo stesso meccanismo biologico con cui le piante producono ossiggeno. Infatti nel documento che potrete scaricare nel link sotto, è descritto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a target="_top" href="http://www.elicriso.it/inconsuete/salvia_divinorum/1foglie.jpg"><img width="100" src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:Drpv5TnpSZwQKM:http://www.elicriso.it/inconsuete/salvia_divinorum/1foglie.jpg" height="86" /></a></p>
<p align="center">&#8220;Ecco le nuove celle fotovoltaiche!&#8221;</p>
<p>A quanto pare da studi dell&#8217;università di Milano Bicocca viene fuori che è possibile produre energia elettrica da una specie di fotosintesi crolofilliana.</p>
<p>Sarebbe possibile costruire celle fotovoltaiche che funzionerebbero con lo stesso meccanismo biologico con cui le piante producono ossiggeno. Infatti nel documento che potrete scaricare nel link sotto, è descritto il principio chimico secondo cui si otterrebbe energia dal processo di &#8220;fotosintesi&#8221; ed inoltre è anche riportato nei particolari il processo ed i materiali che servono per sperimentarlo(troverò il tempo per autocostruirmi una cella biofotovoltaica!).</p>
<p>Viene spontaneo se non fulminante, un rapido ragionamento su quale potrebbe essere l&#8217;impatto di una tale tecnologia applicata all&#8217;industria. Oggi sappiamo che i costi esosi dei pannelli fotovoltaici al silicio sono dovuti al taglio dei panetti di silicio, e senzaltro una tecnologia semplice ed economicamente attuabile dovrebbe consentire l&#8217;abbattimento degli enormi costi degli attuali pannelli esistenti sul mercato.</p>
<p>link per scaricare il documento:</p>
<p><a href="http://xoomer.alice.it/progettomeg/celle_solari_DSSC.pdf">http://xoomer.alice.it/progettomeg/celle_solari_DSSC.pdf</a></p>
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		<title>Wi-Max</title>
		<link>http://www.scrivosan.altervista.org/2007/11/03/wi-max/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Nov 2007 07:37:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scrivosan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Aderiamo alla petizione per escludere i già detentori di licenza dal bando di gara per l&#8217;assegnazione delle frequenze Wi-Max. E&#8217; una tecnologia che deve essere utilizzata per concorrere con le offerete dei gestori telefonici operanti in Italia. Dare la possibilità di fornire questo servizio non agevolerà di sicuro il nostro portafogli, ma certamente il loro.
Sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://www.beppegrillo.it/petizioni/wimax.php"><img width="300" src="http://www.beppegrillo.it/immagini/anti_Gentiloni_divide.jpg" alt="anti_Gentiloni_divide.jpg" height="210" /></a></p>
<p>Aderiamo alla petizione per escludere i già detentori di licenza dal bando di gara per l&#8217;assegnazione delle frequenze Wi-Max. E&#8217; una tecnologia che deve essere utilizzata per concorrere con le offerete dei gestori telefonici operanti in Italia. Dare la possibilità di fornire questo servizio non agevolerà di sicuro il nostro portafogli, ma certamente il loro.</p>
<p>Sono convinto che se queste aziende dovessero proporre una connessione in banda larga con questa tecnologia non farebbero altro che allineare le tariffe a quelle odierne, senza nessun vantaggio per noi consumatori.</p>
<p>Non domenticate che la connettività è il futuro, consideratela pure come un contratto di energia elettrica. Non potremo farne a meno come non si può fare a meno dei telefonini. Ritornare ancora al solito mercato monopolistico mascherato, non ci farà avanzare di un passo o quantomeno ci rallenterà nei confronti degli altri paesi in materia di comunicazione.</p>
<p>Grazie a un <a target="_blank" href="http://www.morse.it/contenuti/5813.php"><u><font color="#595984">ricorso della società MGM</font></u></a> che non vuole l’ammissione degli operatori UMTS (quelli attuali) alla gara il bando WiMax ha subito un colpo d’arresto. Proviamo noi a dargliene uno mortale con una petizione alla Comunità Europea.</p>
<p>Leggete l&#8217;articolo completo di Grillo <a rel="attachment wp-att-33" href="http://www.scrivosan.altervista.org/2007/11/03/wi-max/wi-max-di-beppe-grillo/" title="Wi-Max di Beppe Grillo">Wi-Max di Beppe Grillo</a></p>
<p>Aggiungi al tuo sito il benner per aderire alla petizione.</p>
<table border="0" width="40%" cellPadding="4" cellSpacing="4">
<tr>
<td colSpan="2">
<p align="center"><strong><font size="2">Diffondi la Petizione: Copia e incolla il codice </font></strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p align="center"><a href="http://www.beppegrillo.it/petizioni/wimax.php"><img border="1" src="http://www.beppegrillo.it/immagini_blog/antigentiloni_divide.jpg" alt="Anti Gentiloni Divide" /></a></p>
</td>
<td><textarea cols="22" rows="4" name="textarea">&lt;a href=&#8221;http://www.beppegrillo.it/petizioni/wimax.php&#8221; mce_href=&#8221;http://www.beppegrillo.it/petizioni/wimax.php&#8221; target=&#8221;_blank&#8221; &gt;&lt;img src=&#8221;http://www.beppegrillo.it/immagini_blog/antigentiloni_divide.jpg&#8221; mce_src=&#8221;http://www.beppegrillo.it/immagini_blog/antigentiloni_divide.jpg&#8221; border=&#8221;0&#8243; /&gt;&lt;/a&gt;</textarea></td>
</tr>
</table>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Quanto ci costa il supermercato in casa?</title>
		<link>http://www.scrivosan.altervista.org/2007/10/21/quanto-ci-costa-il-supermercato-in-casa/</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Oct 2007 15:31:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scrivosan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Risparmio Energetico]]></category>

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		<description><![CDATA[                                                                                                                     (foto da pinkblog.it)

 Salve, mi viene spontaneo, dopo la parentesi aperta nell&#8217;articolo precedente, approfondire un argomento che pare sia molto sottovalutato dalle famiglie. Quantomeno dal mio punto di vista, da quello che sento dire da altri, dalla famiglie che conosco.
E&#8217; fondamentale, prima di continuare, stabilire in modo approssimativo ma quanto più attendibile quali sono i consumi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                                                                                     (foto da pinkblog.it)</p>
<p style="text-align: center"><img border="0" width="432" src="http://static.blogo.it/pinkblog/Farelaspesaalsupermercatosenzafarsifregare.jpg" alt="fare la spesa al supermercato senza farsi fregare" height="324" class="post-h" /></p>
<p> Salve, mi viene spontaneo, dopo la parentesi aperta nell&#8217;articolo precedente, approfondire un argomento che pare sia molto sottovalutato dalle famiglie. Quantomeno dal mio punto di vista, da quello che sento dire da altri, dalla famiglie che conosco.</p>
<p>E&#8217; fondamentale, prima di continuare, stabilire in modo approssimativo ma quanto più attendibile quali sono i consumi di energia elettrica legati ad elettrodomestici quali il frigorifero ed il congelatore.</p>
<p>Facciamo una analisi dei consumi elettrici:</p>
<p>Frogorifero di media capienza, 200 lt frigo + 100 lt congelatore(non inserisco la marca per non fare della pubblicità).</p>
<li>Classe A - 320 Kwh/anno</li>
<li>Classe B - 410 Kwh/anno</li>
<li>Classe C - 520 Kwh/anno</li>
<li>Classe D - 560 Kwh/anno</li>
<li>Classe E - 660 Kwh/anno</li>
<li>Classe F - 750 Kwh/anno</li>
<li>Classe G - 890 Kwh/anno</li>
<p> Tali consumi vengono dati dalla casa a patto che si rispettino le istruzioni del costruttore. Un dei vincoli posti dal costruttore è la quantità di cibo conservato sia nella parte frigo che nel freezer, le quantità devono rispettare il volume dell&#8217;eletrodomestico. Non potete pretendere di comprare un frigo da 200 lt per conservare 200 lt di cibo. Sarebbe come comprare una Panda per andare su e giù per l&#8217;Italia.</p>
<p>Un frigorifero, nel normale funzionamento, se il termostato è impostato su medio basso,  lavorando a regime(il mio è impostato al minimo e se potessi lo abbasserei ancora di più, in quanto raffredda troppo), con 4/5 ore di reale consumo e cioè quando il motore è acceso vi terrà il cibo perfettamente in temperatura. Questo quando viene usato in modo giusto. Quando si sovraccarica e si apre continuamente la porta il discorso cambia, e di molto.</p>
<p>Infatti il sovraccarico di cibo vi obbligherà ad alzare il termostato verso il massimo, in quanto la maggiore quantita di materiale da raffreddare richiederà maggiore lavoro,  questo porterà il motore dell&#8217;eletrodomestico ad accendersi più spesso e per più tempo, accendendosi approssimativamente il doppio(se al minimo si accende 4h al massimo saranno 8h, credo sia accettabile), inoltre all&#8217;interno del frigorifero non ci sarà la giusta circolazione d&#8217;aria che consente sia il raffreddamento del cibo che la non formazione di brina, la quale non fa altro che peggiorare l&#8217;efficienza del nostro frigorifero che a sua volta produce meno freddo e ci obbliga ad aumentare sempre più il termostato.</p>
<p>Questa catena di eventi porta il nostro consumo da 4/5 ore al giorno a ben 8/10(e credo di considerare il dato in difetto), compromettendo oltretutto la durata in anni dell&#8217;eletrodomestico, cosa di cui terremo anche conto.</p>
<p>Se il normale consumo dichiarato dalla casa per una classe A è di 320 Kw/anno(nominali) quello effettivo è presumibile sia di poco maggiore, diciamo 380 Kw/anno. Potremo facilmente intuire seguendo il ragionamento di prima, che il consumo in caso di sovraccrico si attesterà intorno ai 760-800 Kw/anno che faranno aumentare la bolletta elettrica dalle € 57,00/anno alle 120,00/anno.</p>
<p>Consideriamo ora la vita media di un frigorifero tenuto in buone condizioni. Oggi per la qualità dei prodotti che troviamo sul mercato non possiamo aspettarci una durata maggiore di 12-15 anni con carico di lavoro normale. Tenuto conto del lavoro straordinario possiamo presumere che tale aspettativa di durata si rifuca drasticamente a 5-6 anni, il chè vuol dire che, considerato il costo medio di un frigorifero a € 700,00 e che tale costo dovrebbe essere ammortizzato in 15 anni avremo un ammortamento annuo di €47,00 circa(700/15=46,66), di cui 2/3 dell&#8217;ammortamento verrà perso(15-5=10). Questo ci porta a sommare alla spesa annua € 94,00(47,00&#215;10anni=470,00 / 5anni= 94,00) ed infine ci ritroveremo con un super consumo o maggiore spesa di € 157,00/anno(63,00+94,00=157,00).</p>
<p>Ricapitolando avremo una spesa annua approssimativa così composta:</p>
<p>Spesa annua in condizioni di normale funzionamneto €  57,00</p>
<p>Spesa annua in condizioni di sovraccarico                     € 120,00</p>
<p>Spesa maggiore dovuta al sovraccarico                         €   63,00</p>
<p>Maggior costo annuo in funzione del mancato                                                                            ammortamento della spesa dell&#8217;elettrodomestico       €  94,00</p>
<p><strong><em>Costo totale annuo dovuto al sovraccarico   €  157,00                               (esempio fatto con frigorifero in classe A)</em></strong></p>
<p>Moltiplicate questa cifra per ogni altro frigorifero o congelatore che avete in casa e avrete il costo approssimativo al quale dovrete far fronte ogni anno, solo per avere la sicurezza, non giustificata, di rimanere senza cibo.</p>
<p>In questa analisi ho tenuto conto solo dei consumi di energia elettrica, ma potremmo aggiungere, per chi ha la pazienza di contare gli alimenti gettati nella spazzatura, il costo dovuto agli sprechi nell&#8217;acquisto del cibo.</p>
<p>Il link di sotto vi può aiutare ad usare meglio il vostro frigorifero/congelatore.</p>
<p><a href="http://www.comune.novara.it/servizi/ambiente/pdf/EneaFrigorifero.pdf">http://www.comune.novara.it/servizi/ambiente/pdf/EneaFrigorifero.pdf</a></p>
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		<title>Il prestito personale</title>
		<link>http://www.scrivosan.altervista.org/2007/10/14/il-prestito-personale/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Oct 2007 07:12:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scrivosan</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Salve,
ormai siamo in un mondo in cui l&#8217;onore personale ed il rispetto per il prossimo sono parole che hanno perso il loro significato. Soltanto pochi anni fà, al tempo dei nostri nonni era possibile assistere ad atti di testimoniaza umana nei rapporti fra concittadini, compaesani e vicini di casa.
Allora i rapporti tra uomini erano diretti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve,</p>
<p>ormai siamo in un mondo in cui l&#8217;onore personale ed il rispetto per il prossimo sono parole che hanno perso il loro significato. Soltanto pochi anni fà, al tempo dei nostri nonni era possibile assistere ad atti di testimoniaza umana nei rapporti fra concittadini, compaesani e vicini di casa.</p>
<p>Allora i rapporti tra uomini erano diretti, puliti, le parole come cortesia o favore erano piene di significato e l&#8217;impegno per rispettare la parola data era totale ed incondizionato. Erano tempi in cui bastava una stretta di mano per definire un contratto commerciale di parecchie migliaglia lire, tempi in cui i ricchi erano ricchi ed i poveri poveri, questo era e questo ti aspettavi. La gente viveva per quello che la vita le riservava, riconoscendo ed accettando la propria condizione sociale ed economica.</p>
<p>Oggi le cose prendono pieghe diverse, il ricco si finge povero per non essere importunato dai parenti, vicini o amici, piange povertà sguazzando nel lusso e negli sprechi. Il povero, ahimè, categoria di cui facciamo parte in molti(anche se non lo sappiamo), cerca di ostentare &#8220;quello che non ha&#8221;.</p>
<p>Con una pensioncina, uno stipendio impiegatizio entriamo in un&#8217;autosalone di auto di lusso, ad esempio,  e facendo la voce grossa, come se fossimo i magnate di chissà quale commercio, ne compriamo una, a caso, la più accessoriata. Motore diesel non  meno di 2000 cc, non si sa mai, per i lunghi viaggi che non faremo mai.</p>
<p>La cosa strana non è questa, chi non sogna di possedere un bene fuori dalla propria portata? Il dramma stà nel fatto che il venditore dell&#8217;autosalone è lì tranquillo, e senza batter ciglio, tira fuori dal cassetto un bel contratto di credito al consumo e consigliando di non versare nemmeno l&#8217;anticipo, con il semplice sforzo di qualche firma su un foglio di carta, appoggia sulle nostre spalle un debito non inferiore a cinque anni.</p>
<p>Questa si chè è libertà, senza il becco di un quattrino puoi ottenere tutto quello che la vita ti offre, o quasi. Non preoccuparti, compra oggi e pagherai fra un anno o due, o se preferisci fra un decennio o due(ultimamente siamo arrivati fino a quattro!!!).</p>
<p>Ora il punto è chiaro, quanto tempo ancora potremo permetterci di vivere al di sopra delle nostre, reali, possibiltà. Si parla tanto di ridurre il debito pubblico, di far pagare più tasse per il recupero dei miliardi di euro usati per super-vivere, ma nessuno che dia consigli su come non sperperare lo stipendio, giorno dopo giorno.</p>
<p> La dobbiamo smettere di vedere impiegati statali girare per strada con il macchinone, i negozi di telefonia pieni di gente che compra lo stesso prodotto in continuazione, sempre a rincorrere il nuovo modello di telefonino(con funzioni che non userà mai!), di gente che fà mutui a 40 anni per acquistare una casa quasi certamente sopra le sue possibilità, di famiglie con un automobile a testa.</p>
<p>I nostri amministratori, devono rieducarci a consumare coscientemente, devono disincentivare l&#8217;acquisto delle automobili, e di tutti quei beni che non sono di prima necessità. Incentivando, invece, i beni primari e il risparmio, abitazioni a misura di una famiglia e non certo di una coorte, mezzi di trasporto economici e sopratutto di gruppo.</p>
<p>Apro una piccola parentesi riguardo uno degli sprechi che viene perpetrato in tutte le famiglie, e cioè il frigorifero capiente o addirittura doppio. Qualcuno di voi si è mai reso conto che oggi non è necessario fare scorte alimentari a lungo termine, che abbiamo un negozio di alimentari ad ogni angolo, aperto anche la domenica? Quanti di voi hanno mai provato a scrivere su una agendina, con accanto il relativo costo, i tanti alimenti scaduti che vengono buttati, nell&#8217;arco di un&#8217;anno, perchè non consumati. Provate a farlo e avrete una spiacevole sorpresa(con quei soldi buttati potreste fare i regali di natale ai vostri figli). Per chidere qusta parentesi devo dedicare due righe al congelatore, chi di noi non ha o ha avuto in casa un bel congelatore magari a pozzetto(tipo industriale) per tenerci le scorte alimentari(manco fossimo costantemente in stato di guerra imminente). Basta, finitela. Già all&#8217;acquisto dell&#8217;alimento surgelato pagate il costo della catena del freddo, poi ci mettete sopra anche il consumo del congelatore! Ma quanto vi deve venire a costare un cordonblue surgelato? Come ho già detto, oggi i supermercati sono aperti anche di notte, sono loro i nostri depositi di cibo, in casa teniamo il necessario.</p>
<p>Tornando a noi, si dovrebbe incominciare ad educare i più piccoli e con essi i genitori, a utilizzare le giuste risorse per lo scopo da raggiungere. Una istituzione diretta interessata è la scuola, con le sue mille carenze, è il mezzo con il quale è possibile effettuare reali cambiamenti sociali. Iniziare a equiparare tutte le scuole di modo che non ci sia una migrazione di alunni che, residenti nella zona sud della propria città, vanno a frequentare una scuola situata nella zona nord. Questo influirebbe molto sui trasporti e sulla reale necessità, per una famiglia media, di possedere più di un&#8217;auto. Il bimbo potrebbe essere accompagnato a scuola a piedi, ed alla giusta età potrebbe arrivarci anche da solo. Non continuo oltre, in quanto è chiaro a tutti il beneficio che ne conseguirebbe, gli ingorghi di traffico maggiori si hanno nelle ore di entrata/uscita dalle scuole.</p>
<p>Mi sono un pò allontanato da quello che è punto di questo mio pensiero, ma se ci pensate bene è tutta una conseguenza E&#8217; facile parlare del credito al consumo e ritrovarsi a mensionare bambini che vanno a scuola.   </p>
<p>Non ho intenzione di dilungarmi è vado subito al sodo. Un giorno, se si andrà avanti così, ci fermeremo accorgiendoci che siamo tutti veramente poveri, pieni di debiti, senza un soldo per tirare avanti. Ci accorgieremo di essere finiti come dei barboni(niente contro di loro), anzi peggio, perchè oltre a non avere di cui vivere, ci troveremo addosso le banche e le finanziarie le quali ci perseguiteranno per recuperare i loro crediti.</p>
<p>Un&#8217;invito a tutti, adeguiamo il nostro tenore di vita alle nostre possibilità!</p>
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