Archive for the ‘Riflessioni’ Category

A proposito di “Il prestito personale”

Domenica, Dicembre 9th, 2007

 Il 74% degli italiani si sente povero

Da una indagine del Censis emerge la condizione economica in cui versiamo.  

Continuo a sostenere che visto “l’andazzo” è necessario rientrare nei ranghi, cercando di ridurre le spese superflue ed impegnarci in acquisti rateali solo per beni di prima necessità.

Dovremmo rivedere quali sono i nostri effettivi bisogni e adeguare le spese a questi. Sarebbe interessante ritornare a possedere un’auto per famiglia ed utilizzare di più il mezzo pubblico.

E’ innevitabile che prima o poi ci sarà una contrazione degli acquisti e le relative conseguense saranno pagate da noi stessi.

 Articolo di RaiNews24.it

“Si spende meno per i prodotti alimentari e di piu’ per i servizi, aumenta il ricorso alle rate, si va a caccia di sconti e di offerte promozionali, ma sempre con un occhio alla qualita’. E allo stesso tempo non si fa a meno del cellulare. Il 74% degli italiani si sente ‘povero’ e dopo ‘introduzione dell’Euro che per il 90% ha infiammato i prezzi, rivede in un’ottica strategica il proprio budget familiare e i consumi.

E’ quanto emerge dal rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese nel 2007: il quadro complessivo e’ quello che, dopo anni di tensione sul fronte dei prezzi, il consumatore italiano e’ in crisi, disorientato, incapace di avere un rapporto rilassato con il denaro e a tratti spinto ad un consumismo piuttosto marcato.

Dati alla mano, nel periodo 2000-2004, secondo gli italiani, i redditi reali sono cresciuti appena dello 0,5% annuo e cioe’ ben al di sotto dell’inflazione, e nemmeno per gli anni a venire si aspettano consistenti aumenti. Le spese per consumi nel periodo 2001-2006 hanno avuto invece un tasso medio annuo di crescita inferiore all’1%. Con il passare del tempo, il 74% dichiara quindi di avere meno risorse di quanto sogge ttivamente ritenuto necessario ed il 36% teme addirittura di correre il rischio di cadere in uno stato di poverta’.

Insomma, rileva il Censis, non c’e’ tanto o solo una crisi dei consumi quanto “una crisi del consumatore, impaurito all’idea di non disporre di risorse economiche sufficienti per far fronte alle proprie spese, impaurito dalla mancanza di certezze per l’immediato futuro”.

All’apice della crescita le spese per la casa
La voce maggiormente in crescita sono le spese per l’abitazione passate in dieci anni, dal 1996 al 2006, adl 20,6% al 26% attestandosi al 31% se si includono le spese per l’energia. Ed e’ sempre la casa uno dei primi capitoli di spesa: poco meno di 2,4 milioni di famiglie hanno un mutuo a carico che comporta un esborso medio annuo di 5,5 mila euro pari a circa il 14% della propria spesa. Per oltre 622 mila famiglie, con una spesa media
mensile fino a 2mila euro, il peso del mutuo sale a quasi il 27% della propria spesa totale e per i single giovani al 19,2%.

Sale cosi’ il ricorso al credito al consumo passato da circa 48 miliardi del 2002 a oltre 85,6 mld del 2006, con un incremento del 78%.
L’acquisto a rate viene praticato dal 35% delle famiglie e per oltre il 45% di esse, e’ l’unica chiave di accesso per acquisti che non potrebbero permettersi. Le famiglie insolventi rappresentano solo l’1,7% mentre le
famiglie che dichiarano difficolta’ nel far fronte alle rate e’ il 6,3%, che sale all’8% al Sud. Poco meno del 3% confessa di lasciarsi andare “talvolta” a piccoli o grandi lussi.

I consumi cosi’ cambiano rapidamente, e si orientano in primis verso i prodotti i cui prezzi sono in calo, come quelli tecnologici: si registra una crescita del 50% nel 2001-2006 per apparecchi per la telefonia, del 38% per pc e macchine fotografiche. Non solo, ma solo nei primi tre mesi di
quest’anno, 5 milioni di italiani hanno speso oltre 91 milioni per acquistare brani musicali, giochi e videoclip scaricabili sul cellulare. Nel 51% delle famiglie poi e’ presente una voce fissa di spesa mensile per lo sport e la palestra.

Si e’ molto selettivi invece sui prodotti alimentari, e si sbobbano i marchi commerciali se si considera che il 60% fa la spesa negli hard discount, e il 17,4% e sempre a caccia di offerte.

7 famiglie su 100 rischiano di non pagare i debiti alla fine del mese
Un’ulteriore stretta potrebbe arrivare a fine anno. E’ questa la fotografia sullo stato di indebitamento nel Belpaese. Il rischio insolvenza nel credito al consumo riguarda infatti il 7% su 1.500 famiglie intervistate nel terzo trimestre 2007. Per il Censis il ricorso ai finanziamenti sembra in sostanza “controllato, quasi virtuoso”, ma proprio per questo il fenomeno va tenuto sotto osservazione.

Tra gli italiani che hanno contratto un debito il 58% “non ha avuto alcun problema nella restituzione dello stesso”, mentre un 35% ha registrato “blande difficolta’”. Il rischio di insolvenza cresce invece tra gli immigrati, raggiungendo il 29% di chi ha contratto un debito, anche se, effettivamente, coloro che non riusciti a rispettare la scadenza di restituzione sono solo il 2% del totale.

Deriva morale
L’Italia e’ un paese oggi dominato da una “costante inclinazione al peggio”. Un paese nel quale il benessere piccolo borghese degli ultimi decenni ha creato un ‘mostro’ che ci rende “impotenti, come di fronte ad una generale entropia”. Il disorientamento, lo stress e la perdita del ruolo producono aggressivita’, in famiglia e fuori, le disillusioni e le frustrazioni sono arrivate a “lambire le piazze e le istituzioni stesse”. Questa la raffigurazione della penisola che emerge dal rapporto Censis 2007, nel quale si punta l’attenzione su un’Italia avviata ad una
deriva morale ed esistenziale, deriva che non puo’ essere frenata neanche da una ripresa dello sviluppo industriale.”

Il prestito personale

Domenica, Ottobre 14th, 2007

Salve,

ormai siamo in un mondo in cui l’onore personale ed il rispetto per il prossimo sono parole che hanno perso il loro significato. Soltanto pochi anni fà, al tempo dei nostri nonni era possibile assistere ad atti di testimoniaza umana nei rapporti fra concittadini, compaesani e vicini di casa.

Allora i rapporti tra uomini erano diretti, puliti, le parole come cortesia o favore erano piene di significato e l’impegno per rispettare la parola data era totale ed incondizionato. Erano tempi in cui bastava una stretta di mano per definire un contratto commerciale di parecchie migliaglia lire, tempi in cui i ricchi erano ricchi ed i poveri poveri, questo era e questo ti aspettavi. La gente viveva per quello che la vita le riservava, riconoscendo ed accettando la propria condizione sociale ed economica.

Oggi le cose prendono pieghe diverse, il ricco si finge povero per non essere importunato dai parenti, vicini o amici, piange povertà sguazzando nel lusso e negli sprechi. Il povero, ahimè, categoria di cui facciamo parte in molti(anche se non lo sappiamo), cerca di ostentare “quello che non ha”.

Con una pensioncina, uno stipendio impiegatizio entriamo in un’autosalone di auto di lusso, ad esempio,  e facendo la voce grossa, come se fossimo i magnate di chissà quale commercio, ne compriamo una, a caso, la più accessoriata. Motore diesel non  meno di 2000 cc, non si sa mai, per i lunghi viaggi che non faremo mai.

La cosa strana non è questa, chi non sogna di possedere un bene fuori dalla propria portata? Il dramma stà nel fatto che il venditore dell’autosalone è lì tranquillo, e senza batter ciglio, tira fuori dal cassetto un bel contratto di credito al consumo e consigliando di non versare nemmeno l’anticipo, con il semplice sforzo di qualche firma su un foglio di carta, appoggia sulle nostre spalle un debito non inferiore a cinque anni.

Questa si chè è libertà, senza il becco di un quattrino puoi ottenere tutto quello che la vita ti offre, o quasi. Non preoccuparti, compra oggi e pagherai fra un anno o due, o se preferisci fra un decennio o due(ultimamente siamo arrivati fino a quattro!!!).

Ora il punto è chiaro, quanto tempo ancora potremo permetterci di vivere al di sopra delle nostre, reali, possibiltà. Si parla tanto di ridurre il debito pubblico, di far pagare più tasse per il recupero dei miliardi di euro usati per super-vivere, ma nessuno che dia consigli su come non sperperare lo stipendio, giorno dopo giorno.

 La dobbiamo smettere di vedere impiegati statali girare per strada con il macchinone, i negozi di telefonia pieni di gente che compra lo stesso prodotto in continuazione, sempre a rincorrere il nuovo modello di telefonino(con funzioni che non userà mai!), di gente che fà mutui a 40 anni per acquistare una casa quasi certamente sopra le sue possibilità, di famiglie con un automobile a testa.

I nostri amministratori, devono rieducarci a consumare coscientemente, devono disincentivare l’acquisto delle automobili, e di tutti quei beni che non sono di prima necessità. Incentivando, invece, i beni primari e il risparmio, abitazioni a misura di una famiglia e non certo di una coorte, mezzi di trasporto economici e sopratutto di gruppo.

Apro una piccola parentesi riguardo uno degli sprechi che viene perpetrato in tutte le famiglie, e cioè il frigorifero capiente o addirittura doppio. Qualcuno di voi si è mai reso conto che oggi non è necessario fare scorte alimentari a lungo termine, che abbiamo un negozio di alimentari ad ogni angolo, aperto anche la domenica? Quanti di voi hanno mai provato a scrivere su una agendina, con accanto il relativo costo, i tanti alimenti scaduti che vengono buttati, nell’arco di un’anno, perchè non consumati. Provate a farlo e avrete una spiacevole sorpresa(con quei soldi buttati potreste fare i regali di natale ai vostri figli). Per chidere qusta parentesi devo dedicare due righe al congelatore, chi di noi non ha o ha avuto in casa un bel congelatore magari a pozzetto(tipo industriale) per tenerci le scorte alimentari(manco fossimo costantemente in stato di guerra imminente). Basta, finitela. Già all’acquisto dell’alimento surgelato pagate il costo della catena del freddo, poi ci mettete sopra anche il consumo del congelatore! Ma quanto vi deve venire a costare un cordonblue surgelato? Come ho già detto, oggi i supermercati sono aperti anche di notte, sono loro i nostri depositi di cibo, in casa teniamo il necessario.

Tornando a noi, si dovrebbe incominciare ad educare i più piccoli e con essi i genitori, a utilizzare le giuste risorse per lo scopo da raggiungere. Una istituzione diretta interessata è la scuola, con le sue mille carenze, è il mezzo con il quale è possibile effettuare reali cambiamenti sociali. Iniziare a equiparare tutte le scuole di modo che non ci sia una migrazione di alunni che, residenti nella zona sud della propria città, vanno a frequentare una scuola situata nella zona nord. Questo influirebbe molto sui trasporti e sulla reale necessità, per una famiglia media, di possedere più di un’auto. Il bimbo potrebbe essere accompagnato a scuola a piedi, ed alla giusta età potrebbe arrivarci anche da solo. Non continuo oltre, in quanto è chiaro a tutti il beneficio che ne conseguirebbe, gli ingorghi di traffico maggiori si hanno nelle ore di entrata/uscita dalle scuole.

Mi sono un pò allontanato da quello che è punto di questo mio pensiero, ma se ci pensate bene è tutta una conseguenza E’ facile parlare del credito al consumo e ritrovarsi a mensionare bambini che vanno a scuola.   

Non ho intenzione di dilungarmi è vado subito al sodo. Un giorno, se si andrà avanti così, ci fermeremo accorgiendoci che siamo tutti veramente poveri, pieni di debiti, senza un soldo per tirare avanti. Ci accorgieremo di essere finiti come dei barboni(niente contro di loro), anzi peggio, perchè oltre a non avere di cui vivere, ci troveremo addosso le banche e le finanziarie le quali ci perseguiteranno per recuperare i loro crediti.

Un’invito a tutti, adeguiamo il nostro tenore di vita alle nostre possibilità!

Questo è “giornalismo”

Giovedì, Ottobre 4th, 2007

Per tutti coloro i quali studiano per un futuro di informatori(della carta stampata, eheh)

Signori miei non sanno più cosa andare a cercare per scrivere una notizia, però una notizia che dia facile risalto a chi la scrive.
E si, perchè quel “giornalista” del Tempo, che s’è andato a spulciare qualcosa come 10.000 post la settimana che vengono scritti sul blog di Grillo, o non ha un c…o da fare tutto il giorno oppure, io credo, qualche decina di notti prima, nel sonno, gli sarà venuta questa genialata:
“Quasi quasi ti dò una sbirciatina sul blog del reazionario, vuoi vedè che ti trovo qualche spunto per fare un articolino, pè farmi sentire un pò anch’io? Dai lo faccio, tentar non nuoce!”(come al solito, nella nostra italia, non nuoce a chi la fà).

Ma come, con tante notizie che hanno bisogno d’essere messe in risalto, mi fai l’indagine su un blog sulla rete aperto a tutti?! Chissà quanta gente, nel paese di questo signore, è in aspettativa per una visita all’ASL. Chissà quanta gente, sempre del suo paesello è senza casa, dorme per strada o non ha di cosa sfamare i propri figli, mentre qualcun’altro, senza averne i requisiti abita i migliori alloggi comunali ed ha la bella penzioncina, magari da invalido. Chissà quanti dottori che esercitano senza averne titolo, quanti politici che arraffano, quanti delinquenti che inperversano tranquilli per strada. Con tanti di quei articoli che poteva partorire, mi fà lo scoop sul blog di Grillo.

Non bastando, i signori del Tg1, “liberi nell’informazione” gli dedicano pure un servizietto di un paio di minuti in prima serata, così.. non si mai!

Il signor cronista afferma che il giornale si è preso carico(ci credo, per leggere tutti quei post non sarà bastato solo lui) di mettere in risalto questi insulti, che non devono esistere su un blog.
Si, perchè un blog libero, in una rete frequentata da milioni di persone, DEVE essere CENSURATO!!!
Avete letto bene, non preoccupatevi, la vista ancora può andare.
Si dei giornalisti “professionisti” hanno invocato pubblicamente la CENSURA!!
Ma ditemi voi dove siamo arrivati, non si capisce più un tubo, un pò si lamentano(con le lacrime a gli occhi) perchè Berlusconi li censurava(http://it.youtube.com/watch?v=FxJe2MOVLH0) e un pò sono loro stessi ha chiedere la censura di altri mezzi di informazione.
Staranno mica iniziando una campagna diffamatoria su Grillo e il suo blog?
Spero non arrivino a tanto.

Personalmente penso che un blog nasce perchè qualcuno ha qualcosa da dire, e quasta cosa la vuole far arrivare a più orecchie(occhi) possibili, e questo qualcuno non può e non deve permettersi di non accettare le critiche di chi legge i suoi pensieri le le sue affermazioni. Non ha nessun senso parlare, in questo caso scrivere, solo per il gusto di farlo. Se così fosse, esistono i cari e vecchi diari, quelli con il lucchetto. Che scrivano lì questi signori.

Grillo, se mi senti, non ti piegare a queste subdole logiche, lascia i commenti aperti a tutti. Sono certo che chi ti legge ha la giusta cultura per discernere il bene dal male, pertanto che sia il lettore a censurare, alla proria mete, quello che non gradisce leggere.

LA GIUSTIZIA(il caso Garlasco)

Sabato, Settembre 29th, 2007

(foto ANSA.it)

Non c’è che dire, siamo proprio in Italia. Quando ascolto il telegiornale(cosa che faccio molto raramente in quanto non credo alle loro notizie, almeno non del tutto) e sento che a seguito delle indagini effettuate dalla scientifica è stato trovato del sangue della povera Chiara sulla bici di Alberto e che pertanto il PM decide di metterlo in galera, mi si gela il sangue.
Il punto è chiaro, viene trovata una goccia di sangue e subito(molto comodo) si mette in carcere un ragazzo di cui ancora si ha solo sospetti, giusti senza alcun dubbio. Ma ce ne vuole dall’ avere dei sospetti(è per questo che li paghiamo) al privare della libertà un individuo che è stato più volte sentito(torchiato) e non mi pare abbia mai dato prova o il minimo sentore che volesse scappare. Anzi, è sempre stato vicino alla famiglio di Chiara, ha espresso il suo affetto e credo abbia cercato anche conforto, dopotutto era il fidanzato di questa povera ragazza.
Questa mattina sento il telegiornale(notizia di ieri) dove si dava la notizia che, udite udite, il sangue trovato sulla bicicletta non è sangue ma potrebbe essere saliva o sudore!. Ma come!? Ma come?! Ma come si fa a non incazzarsi! Un ragazzo in piena sciagura dopo aver perso in modo atroce la propria fidanzata, viene carcerato, si messo in galeraaa, quel posto dove mettono i ladri e gli assassini. Giusto perchè il nostro bel PM per non sapere ne leggere e ne scrivere utilizza lo strumento a lui messo a disposizione, il carcere preventivo! Ma io gli farei fare un paio di mesi di questo carcere preventivo a tutti i PM perchè sappiano dove vanno a mandare la gente, presunta innocente. Che Italia… L’Italia delle torture, si perchè essere privati della libertà, essere messi in gattabuia, senza un serio motivo, è una vera e propria tortura. Non ci dimentichiamo che qualcuno si è suicidato durante la detenzione preventiva.
Voglio precisare che non do per scontato che Alberto Stasi sia innocente, ci sono delle indagini in corso che dovranno chiarire la cosa, ma non si può additarlo come colpevole anzi si deve ritenere innocente finché la eventuale colpa verrà stabilita da un regolare processo.
In questa Italia abbiamo la “presunzione di colpevolezza”, cioè siamo colpevoli fino a prova contraria. Ma che sistemi da paesi del terzo mondo. E vogliamo andare avanti.
Ora vi dico io quello che succede. Siamo preda di manie di protagonismo da parte di giudici che voglio farsi della pubblicità, ma non possono fare come tutti? Che inseriscano degli annunci pubblicitari o si facciano fare degli spot su rete nazionale e non ci rompessero i cosiddetti. Bisognerebbe introdurre una legge che consentirebbe di eleggere direttamente questa gente, in modo tale che abbiano qualcosa da rischiare, si rischiare sulla propria pelle, non su quella della povera gente.
Ma ci vogliamo rendere conto! Questo sig PM ha carcerato una persona sulla base di una notizia a quanto pare sbagliata, una notizia che è scaturita da 3 settimane di lavoro della scientifica(e che razza di lavoro hanno fatto, per scambiare del sangue con della saliva o sudore). Ma come si fa ad essere così leggeri e giocare, con questa facilità, con la vita delle persone.
Concludo questo mio sfogo, perchè tale è, augurandovi che non abbiate mai a che fare con uno di questi signori, che prima vi condanna e poi vi mette sotto processo.


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