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Un ultimo saluto a Giuseppe Bullace

Martedì, Settembre 11th, 2007

     (professore di musica presso il teatro Bellini di Catania)

    Oggi, per tutti i Reggini è un giorno di festa, la festa della Madonna della Consolazione. Evento molto atteso che scandisce la fine dell’estate. In questo particolare giorno la vita della Città si svolge attorno alla Cattedrale, dove è ospitato il quadro di nostra Madonna della Consolazione. Le attività lavorative si rallentano, il traffico cittadino è impazzito, tutti si rimane in attesa della processione per rivedere passare l’enorme vara con cui viene trasportato il quadro, ed ancora una volta chiedere una grazia alla Madonna per un familiare, un parente, un amico o per se stessi. Ed infine allo scoccare della mezzanotte, sul lungomare, tutti, piccoli, giovani ed anziani, si assiste ad un fantastico spettacolo pirotecnico.

    Purtroppo per un gruppo di persone le cose non sono andate così, un giorno da ricordare sicuramente, ma non perchè di festa e di incontri divertenti di amici che si ritrovano sul lungomare a scherzare e godersi i giochi di fuoco. Questo giorno lo ricorderemo ahimè  per la perdita di un caro amico, che nella notte di oggi ha avuto un fatale incidente in moto.

    Caro Giuseppe , te ne sei andato troppo giovane. Ci mancherà il tuo perpetuo sorriso scaturito da un inossidabile ottimismo. Ci mancherà la tua generosità, la tua onestà, quel tuo modo d’essere sicuro e sfrontato ma al tempo stesso timido e rispettoso di tutti. Ci mancheranno le tue improvvisate da Catania, a te piaceva stare un pò con tutti senza trascurare nessuno. Ci mancheranno i viaggi in moto organizzati, di cui abbiamo molto parlato che non potremo realizzare.  Ci mancheranno le pasquette passate assieme a mangiare, ridere e scherzare allegramente. Ci mancheranno le nottate di natale, passate a giocare a carte a casa di qualcuno ricordando i vecchi tempi. Ci mancherai.

    Questa è una di quelle cose a cui non pensi mai. Si certo, la morte non aleggia attorno ai giovani ha ben altro di cui occuparsi. Nonostante ci arrischiamo a fare le cose più pericolose, non includiamo mai nella tabella di valutazione delle cose negative la parola “morte”. Noi siamo giovani ed i giovani non muoiono, si rompono le ossa, si tagliano le membra, finiscono in ospedale per giorni ma non muoiono!

    Avrei voluto sentirti suonare ancora una volta, si perchè della tua arte non ne hai mai fatto un vanto e poche, troppo poche sono state le volte che ci hai deliziato con la tua musica.

    Avrei voluto partecipare al tuo matrimonio festeggiare tutta la notte con canti, balli ed i soliti deliziosi stupidi scherzi che ti avremmo fatto trovare a casa o in stanza.

    Avrei voluto conoscere i tuoi figli e che tu potessi conoscere i miei e che questi potessero giocare assieme e bisticciare e ridere e giocare e…

    Avrei voluto vederti invecchiare e incontrarti, con i capelli bianchi, seduto su una panchina  sul lungomare a goderti uno dei nostri splendidi tramonti con attorno, giocoso, un bimbo che assomiglia ad uno dei tuoi figli.

    Addio Giuseppe, che nostra Signora SS Maria ti accompagni al fianco del figlio.


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